::IL TANGO SECONDO R. FLORES::

IL TANGO secondo R. Flores

 

“Il tango fa parte di quelle attività umane che molti disprezzano.

Non produce nessun guadagno,

(a meno che non ci si avvalga di esso, ma non conosco nessuno che sia diventato milionario),

è inutile, ludico, ozioso e ha l’abitudine di chiedere sempre di più ai suoi officianti.

Il tango non produce beni tangibili, come gran parte dei beni artistici, che, secondo Cicerone, sono attività dell’ozio, in contrapposizione al negozio

Il tango è quello che,

 è un abbraccio meraviglioso che dura i tre minuti di un brano musicale.

E’ il ballo del contatto per eccellenza;

ci sono il possesso, la lotta, l’abbandono

Contatto e fusione di due corpi che si cercano…

Il tango si balla su una pista, condividendo con gli altri la suggestione della musica

e lo spazio all’interno del quale si circola, come in un concerto di pianeti.

Ma ogni coppia balla come vuole e come può, divide il ritmo, interpreta la melodia,

disegna misura e accenti a seconda dell’accordo tra uomo e donna.

La riduzione a figure canoniche è contraria al tango.

Sulla pista, creando le figure, le possibilità che si aprono ai ballerini sono infinite…

Nel tango la moltiplicazione delle possibilità ha il sopravvento

il tango è un modo di camminare abbracciati,

cercando, nello spostamento, un particolarissimo piacere estetico.

Chi balla ama quello che fa…cerca la bellezza…

E’ un ballo che spezza il movimento continuo delle altre danze,

che introduce fermate improvvise dalla respirazione interrotta,

che propone figure inaspettate e cambi di fronte a sorpresa.

Ogni coppia che balla il tango espone una individualità che la rende singolare

 e felicemente unica nella moltitudine,

i ballerini stanno lì, avvolti da una sorta di fascinazione dionisiaca festosa, grave, segreta

che li porta a pensare col corpo o col cuore…”

 

 

Rafael Flores, da

Il tango e i suoi labirinti